Il Pedofilo della bassa ha un nome

Il maestro pedofilo bergamasco ha finalmente un nome
Massimiliano Frassi della Associazione Prometeo commenta il caso di pedofilia che ha sconvolto la bassa bergamasca e pone alcuni interrogativi.

Partiamo dal nome: Aristide Mazza, uscito finalmente oggi su Il Giornale di Bergamo. Sposato, con due figli ed un nipotino, a fine anno sarebbe andato in pensione… Passiamo al paese: Palosco, provincia di Bergamo, sul confine con la provincia di Brescia. I fatti, già li conoscete: il maestro, pedofilo, colto in flagranza di reato, dai Carabinieri della Stazione di Martinengo proprio mentre durante le ore di lezione si appartava in un laboratorio interno alla scuola con una sua vittima. Ieri ha ovviamente fatto scena muta. Inutile dire che lo scenario sarebbe stato diverso se non ci fossero state le immagini (“inequivocabili”) a bloccarlo. In tal caso oggi leggeremmo che si è difeso, negando la sua colpevolezza e parlando di bambini che hanno male interpretato le sue azioni. E dietro di lui schiere di codardi complici a difenderlo. Ma grazie al lavoro dei Carabinieri non è andata così. Aristide Mazza ieri ha fatto quello che fanno i predatori di bambini quando vengono scoperti: ha mostrato tutta la sua codardia ed, in silenzio, ha abbassato gli occhi davanti a chi lo interrogava. Un adulto, che quindi non poteva soggiogare.

Ora è al vaglio degli inquirenti il materiale informatico che gli è stato sequestrato a casa Mazza.

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La campagna antipedofilia nel Regno Unito

Ponendoci le domande che spesso in questi casi ci poniamo ma anche interrogandoci, pubblicamente, sul futuro di questa persona. Lui, maestro in una scuola elementare in provincia di Bergamo (scuola che apre abbia una levata presenza di bimbi stranieri e con handicap…), quasi sessantenne. Bravo parrocchiano e paesano, già presente nelle liste comunali alle precedenti elezioni, si trova ora in carcere. Abusi per ora accertati pare su due bambini. Abusi accertati e certificati dalle riprese delle telecamere piazzate dalla Procura di Bergamo, che lo hanno quindi colto in flagranza di reato e senza le quali, temo, lui avrebbe già avuto quelle ignobili difese di piazza che ben conosciamo. Invece chi lo difende usa mezzi più subdoli, e coerenti, ma meno plateali. Il paese è ovviamente sotto shock soprattutto per quella malsana idea (che citiamo ogni volta soprattutto nelle nostre conferenze) per cui il pedofilo debba per forza essere un mostro. Pensando al pedofilo come ad un orco, un mostro appunto, risulta ovvio che quando ce lo ritroviamo con la faccia rassicurante del maestro elementare a tutto pensiamo tranne che alla vera natura dei fatti. È a causa di questa errata forma mentale che certi soggetti spesso la fanno franca. Per questo forse è il caso di cambiarla, restituendo (nella follia) la normalità (capite vero cosa sto dicendo?!) all’anagrafe di questi predatori. Uomini insospettabili. Dall’abile facciata. Spesso senza difetti alcuni. Ma dietro la facciata medesima, cacciatori di bambini.

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Massimiliano Frassi ha tenuto un corso sulla pedofilia a Treviglio

Domanda numero 1: il soggetto scommetto fin d’ora sottolineerà che il suo stato di salute non è compatibile col regime carcerario. Magari soffre di cuore (vista l’età chi non ha qualche piccolo problema alle coronarie) e l’arresto non ha certo favorito l’equilibrio delle palpitazioni. Quindi, scommettiamo che a breve ce lo vediamo ai domiciliari? Applicando peraltro la regola che non potrebbe fuggire né reiterare i fatti (essendo questi accaduti a scuola!). 2) I fatti…accaduti a scuola… questo ci porta alla seconda domanda. Possibile che ancora una volta, durante le ore di lezione, si possano prendere bambini, allontanarli dalla lezione ed abusare ABUSARE SESSUALMENTE di loro senza che nessuno veda/senta niente? 3) A tal riguardo, cosa sta facendo la scuola per rimediare all’involontario danno arrecato? Ha a disposizione operatori che intervengano dando supporto a tutti i bambini e le loro famiglie? Sottolineo la bravura della Procura di Bergamo, nell’aver svolto le indagini. Evidenzio la bravura e la professionalità de del Provveditore scolastico della provincia di Bergamo che ha immediatamente inviato all’ufficio regionale, la richiesta di sospensione cautelare del docente.Rilanciamo un appello: i genitori delle vittime, ma anche dei bambini frequentanti la suola, che hanno bisogno di sostegno, ci contattino: This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it oppure Tel. 035 656895 Grazie!|

Massimiliano Frassi

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