Salesiani Don Bosco - Treviglio

Centro Salesiano Don Bosco - Treviglio
Fu don Bosco, a fine Ottocento, a volere che i suoi salesiani aprissero una casa nella Bassa Bergamasca.Cosi'un giorno giunse in treno a Treviglio e con Mons. Francesco Rainoni, fondatore delle scuole parrocchiali cittadine, gettò le basi che si concretizzarono il 14 ottobre del 1892 e venne ufficialmente avviata quella che oggi è diventata un'istituzione per l'intera Bergamasca, con studenti, dalle elementari alle superiori.

Tra le mura dei Salesiani sono cresciuti e si sono formati migliaia di giovani, provenienti anche dalle vicine province di Milano, Lodi e Cremona: a tutti i Salesiani hanno trasmesso una formazione di tipo cattolico,sulla scia del «progetto educativo» forgiato dallo stesso don Bosco, che voleva che i suoi giovani diventassero «buoni cristiani e onesti cittadini». Così, nel 1892 giunsero a Treviglio i primi Salesiani e si stabilirono nella sede primitiva in via Zanda, aprendo una scuola elementare, cui si aggiunse nel 1894, nell’attuale sede, la scuola media inferiore. Nel corridoio di destra dell’attuale ingresso all’istituto, una lastra in marmo ricorda questi primi fatti.

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Da:exallievidonboscotreviglio.com

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Collegio Salesiani, una foto del 1905 ( Archivio personale )

Fino al 1939 i Salesiani operano a stretto contatto con il tessuto sociale di Treviglio con il solo Oratorio, poi, da quell’anno fu aperto il Liceo Classico, che ottenne il riconoscimento legale nel 1962 e che nel 1987 fu trasformato in un Quinquennio Sperimentale Unitario a due indirizzi, Letterario-Classico e Matematico-Naturalistico; nel 1983 iniziarono i corsi anche dell’Istituto Tecnico per Geometri, legalmente riconosciuto nel 1988. A partire dallo stesso anno 1988 la Scuola ha fatto la scelta della co-educazione, accogliendo progressivamente anche le ragazze.

Ex Allievi.

Correva l'anno 1919 quando un gruppo di amici decidono di incontrarsi una domenica presso il Collegio Salesiano per una rimpatriata e come spesso accade in queste liete circostanze uno di loro abbozza l'idea di fondare a Treviglio l'Unione ex-allievi. Di li a poco viene costituito il Comitato Promotore Provvisorio “Unione Ex Allievi Salesiani” Treviglio. Lo spunto in vista del 2° congresso internazionale ex-allievi e l'inaugurazione del grandioso monumento a Don Bosco in granito e bronzo davanti alla Basilica di M.A. in Torino (20-23 maggio 1920).

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Da: .exallievidonboscotreviglio.com

Giovanni Zanovello

Per quasi 50 anni (1919-1966) e sempre nella stessa scuola, ha insegnato ai figli, ai figli dei figli per tre generazioni. Zanovello: un'istituzione, il maestro per antonomasia. A Treviglio e dintorni è quasi leggenda a oltre 25 anni dalla morte.Lo chiamavano “Maestro dei maestri”,perché Zanovello era maestro a più dimensioni: di scuola, di vita, di salesianità, di cristianesimo vissuto.

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A nove anni entrava allievo a Legnago, rimanendovi per le elementari e le tre classi tecniche. Don Bosco lo catturò: nel luglio 1917 chiese di essere ammesso al noviziato. Era libero: la menomazione alla gamba gli aveva evitato la chiamata alle armi, i genitori erano già scomparsi e l'unica sorella, maestra, sarebbe morta di lì a poco in un incidente stradale. Fu destinato a Treviglio con l'impegno di frequentare la scuola magistrale e lì rimase anche oltre la morte (1972); al suo nome, infatti, è dedicato il palazzetto del collegio e una via, proprio accanto alla "sua" scuola e alla "sua" chiesa. Da quell'angolo di terra bergamasca osservò l'Italia che cambiava: il terribile primo dopoguerra, il ventennio fascista, le avventure etiopiche, le vicende belliche, la ricostruzione, il miracolo economico. Settantenne subì gli anni delle contestazione, della "fantasia al potere", osservandoli dalla sacrestia, suo campo di lavoro per gli ultimi sei anni di vita. Era un personaggio, un mito. Per il suo quarantennale servizio ebbe ben tre onorificenze: il cavalierato al merito della Repubblica, la Medaglia d’oro di Benemerenza del Ministero della Pubblica Istruzione, la Medaglia d’oro del Comune di Treviglio. No, non ce ne sono molti di uomini così. Una volta scomparso, gli hanno dedicato una filodrammatica che ha operato per lunghi anni, una via e il Palazzetto dello Sport all'interno dell'Istituto Salesiano. Da : biesseonline.sdb.org

Foto Archivio Personale

Virginio Monzio Compagnoni

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